Consigli per scrivere bene

Consigli per scrivere bene

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Per alcuni è una necessità. Per altri un lavoro pieno di ostacoli. Scrivere è la più antica tecnologia per diffondere pensieri e opere. L’unica che non teme l’evoluzione e che non smetterà mai di essere. Si tratta di talento innato o di tecnica che si può acquisire con l’allenamento? Scopriamo come si può scrivere meglio.

Per chi scriviamo

A pensarci bene anche la scrittura ha vissuto e vive continue evoluzioni. Quando il mondo non conosceva altra forma di comunicazione se non la parola scritta o parlata, quando non c’erano televisione, cinema o radio, avere un libro tra le mani significava possedere il più potente strumento di comunicazione e di conoscenza noto all’uomo.

Oggi accade esattamente l’opposto, travolti, come siamo, da moltissimi contenuti che ci arrivano attraverso, video, foto e audio, al punto che ci si preoccupa del fatto che non si legge più. E guai a dilungarsi troppo, a scrivere periodi troppo lunghi: basta un attimo a giocarsi l’attenzione di chi legge.

Eppure senza scrivere non si può fare un film né una canzone. La domanda, oggi, è per chi scriviamo, quale sarà il nostro pubblico e dove ci leggerà. Per scrivere bene dobbiamo chiederci prima per chi scriviamo, organizzare il nostro lavoro in funzione di chi leggerà. Qualcuno traduce questo consiglio nel “rispetto per il lettore”, in nome della chiarezza e della semplicità. Comunque la si voglia raccontare, è diverso scrivere il proprio diario personale o le istruzioni per un elettrodomestico o il pitch di un film.

Le regole per scrivere un libro

Se è vero che il talento è una dote naturale e non si può insegnare, la tecnica e le regole ci aiutano a rendere ogni lavoro fruibile ed efficace quantomeno nello scopo se non nella piacevolezza della lettura. Quindi la prima cosa da tenere a mente è la struttura del testo che ci accingiamo a scrivere.

Ogni testo deve essere organizzato in introduzionesvolgimentoconclusione. Un percorso chiaro che deve accompagnare chi legge dal punto di partenza al punto di arrivo, possibilmente tenendo alto il coinvolgimento e l’attenzione.

In secondo luogo, vanno ricordate le cinque “W” introdotte dalla scuola giornalistica anglosassone: Who? What? When? Where? Why? Cioè “chi ha fatto cosa, quando, dove e perché”.

L’applicazione di questa regola non va necessariamente presa alla lettera, ma, come per la struttura, rappresenta un elenco puntuale e uno schema da seguire per tenere il filo, disegnare il cammino che dovranno seguire le nostre parole sul foglio bianco.

Leggere aiuta a scrivere

L’uso delle parole è l’altro ingrediente necessario per la buona riuscita della nostra opera. Nella ricetta ideale va inclusa questa importante regola. Dove trovarle? Nei libri, innanzitutto. Leggere aiuta moltissimo ad ampliare il nostro vocabolario, a suggerirci termini nuovi, espressioni adatte e coerenti ai testi che dovremo affrontare.

Avere un buon vocabolario è essenziale per allargare i propri orizzonti espressivi. Non basta nutrirsi di parole “ascoltate”: quello può aiutarci a comunicare verbalmente. I nostri avi hanno imparato a parlare lingue straniere, da emigranti, semplicemente trovandosi in mezzo ad un’altra comunità, spinti dalla necessità di comunicare.

Scrivere è diverso, scrivere bene lo è ancora di più.

Estetica della scrittura

L’abito di un testo, l’estetica della scrittura è innanzitutto la pulizia, la correttezza: grammatica e punteggiatura non sono un optional e rientrano tra le buone maniere per presentarsi a chi legge, ricordando sempre il rispetto per il lettore.

Questo non servirà a trasformare il nostro testo in un capolavoro, non colmerà la fragilità dei contenuti o la scarsa sostanza di un racconto. Sarà però uno degli ingredienti principali per non far scappare via il nostro lettore dopo poche righe. 

Consigli per migliorare la scrittura

Leggere molto, stimolare la propria curiosità, seguire una struttura che ci faccia da guida e ci conduca in fondo al testo, sono piccoli e semplici consigli per aiutarsi e migliorarsi nella scrittura.

Quanto alle tecniche di “rileggere ogni frase” o “non rileggere nulla, seguire l’istinto”, in medio stat virtus, a ciascuno il proprio metodo.

Di sicuro, scrivendo s’impara a scrivere, quindi niente paura davanti al foglio bianco, con o senza consigli la cosa migliore da fare è cominciare.

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