Norme editoriali

Per garantire coerenza, chiarezza e qualità nei testi pubblicati, Ikonos Editore adotta alcune norme redazionali di base. Queste linee guida sono rivolte agli autori e collaboratori, affinché i materiali inviati siano già predisposti secondo criteri editoriali condivisi, agevolando il processo di revisione, impaginazione e pubblicazione.

  • Tra una parola e l’altra ci va sempre solo un unico spazio. Controllare che non ci siano doppi spazi di battitura tra le parole
  • La terza persona singolare del verbo essere, minuscola si scrive “è” e NON “é
  • La terza persona singolare del verbo essere, maiuscola si scrive “È” e NON “E’
  • Anzichè”, “cosicchè”, “perchè”… vanno scritti “anziché”, “cosicché”, “perché”…
  • Cosi”, “gia”, “pero”, “”… si scrivono “così”, “già”, “però”, “po’
  • Si scrive sempre “Qual è
  • Dopo l’apostrofo non ci va alcuno spazio, “l’albero” e NON “l’ albero
  • Lo spazio va solo dopo la virgola e mai prima, “farfalla, fiore” e NON “farfalla , fiore ,
  • Lo spazio non va all’interno delle parentesi “(esempio)” e NON “( esempio )
  • I puntini di sospensione sono solamente tre () e vanno utilizzati solo per indicare una sospensione del periodo. Evitarne l’uso eccessivo
  • Con i puntini di sospensione lo spazio va solo dopo non prima, “esempio…” e NON “esempio …
  • Dopo i puntini di sospensione, se il discorso continua ci vuole la lettera minuscola, se invece inizia un nuovo discorso sarà necessaria la lettera maiuscola
  • I puntini di sospensione vanno inseriti tramite l’apposito simbolo che si trova nella barra multifunzione di Word e non vanno inseriti come se fossero una sequenza di punti fermi
  • I punti esclamativi e interrogativi (! – ?) vanno usati solo per indicare un’esclamazione o un interrogativo e se ne può usare o solo uno o tre. È preferibile utilizzarne solo uno in narrativa, mentre nei racconti per bambini a seconda del contesto è possibile utilizzarne anche tre
  • Nelle esclamazioni si possono allungare le parole solo di tre caratteri. Esempio: “fate largooo”, “arrivooo
  • Per gli incisi si devono utilizzare i trattini brevi e non quelli lunghi
  • I trattini e lo slash (/) hanno bisogno di uno spazio prima e uno dopo di essi. Però il trattino nelle parole composte non vuole lo spazio. Esempio: ping-pong. Invece lo slash non vuole lo spazio nei casi come riportato nell’esempio di seguito e in altri possibili casi. Esempio: “altro/a
  • Se si usano le abbreviazioni “ecc. / etc.”, per indicare la parola “eccetera” verificarne la coerenza di utilizzo nell’intero testo. Da preferire la forma “ecc.
  • Le virgolette:
    «……..» = virgolette a caporale = discorso diretto tra personaggi (queste virgolette le trovate nei simboli della multifunzione di Word)
    “……..” = virgolette alte doppie = pensieri dei personaggi / citazioni / denominazioni di eventi / enfatizzazioni di un termine
    ‘……..’ = virgolette alte semplici o apici = solo per termini o citazioni già contenute in altre citazioni
  • La punteggiatura alla fine di una frase contenuta nelle virgolette va sempre all’interno delle virgolette stesse, tranne il punto fermo che va sempre fuori da esse
  • Il punto fermo dopo le virgolette a caporale non va messo solamente se alla fine della frase c’è un punto interrogativo o esclamativo e il discorso poi continua, inoltre la prima parola del nuovo discorso deve avere la maiuscola. Esempio: “«Anche per me va bene la zuppa di cipolle!» disse Luca «Ma niente carne. Voglio diventare vegetariano».” Se invece alla fine della frase ci fosse una virgola o nessun segno di punteggiatura, la frase successiva inizierebbe con una lettera minuscola; come riportato di seguito. Esempio: “«Esco un attimo» disse Zoe «mi raccomando, non aprire a nessuno!».
  • I numeri: in un contesto discorsivo o nel quale non abbiano valore quantitativo preciso, i numeri si scrivono in lettere. Se, invece, hanno un valore preciso (ad esempio un dato o una statistica), vanno in cifre. Al numero romano non si deve posporre la lettera esponenziale (ª) o (º), che va invece dopo un numero arabo
  • Migliaia, milioni e miliardi: per separare tra loro le migliaia è opportuno un puntino basso. Preferibile, però, scriverle in lettere. Esempio: “cinque milioni”, “dieci miliardi”. In rari casi, come nei manuali, si può utilizzare la forma mista numeri e lettere. Esempio: “5 milioni”, “10 miliardi
  • Date: per indicare giorno, mese e anno, usare il seguente formato: giorno in numero arabo, mese in lettere con iniziale minuscola, anno in numero arabo
  • Ore: quando il contesto è discorsivo e non si vuole indicare un orario preciso, le ore si possono scrivere in lettere. Esempio: “le tre e mezzo”, “le otto e un quarto”. Invece le ore si indicano in cifre se si vogliono fare riferimenti a orari precisi. Nel secondo caso, le ore e i minuti sono separati da un punto basso, senza spaziature in mezzo. Esempio: “22.48
  • I nomi e cognomi dei personaggi; nomi propri; soprannomi; pseudonimi; espressioni antonomastiche, vanno sempre con l’iniziale maiuscola. L’articolo determinativo davanti ai nomi non va
  • Stato e enti, intesi come entità politica vanno sempre con iniziale minuscola
  • I nomi propri di luoghi e zone geografiche vanno con iniziale minuscola
  • Le epoche e gli eventi storici vanno con iniziale maiuscola
  • Vie, piazze e monumenti: i termini via, piazza, ponte hanno l’iniziale minuscola. Esempio: “via Cavour”, “piazza del Duomo”, “la chiesa di San Domenico”, “ponte alla Carraia”. A meno che non si riferiscano a pochi casi famosi in cui fanno, per così dire, parte del nome. Esempio: “Ponte Vecchio”, “Palazzo Vecchio”, “Piazza Grande”, “Fontana di Trevi”, “Castel Sant’Angelo”, ecc.
  • Uso del corsivo e del grassetto: Il corsivo viene solitamente utilizzato per enfatizzare titoli di opere, riviste, giornali, parole straniere, termini tecnici e citazioni. Il grassetto, invece, è da utilizzare solo nei manuali e con molta parsimonia
  • Le note: tutte le note sono in fondo, in un corpo che sarà più piccolo di quello del testo secondo l’impaginato del progetto grafico del libro. I numeri di richiamo della nota vanno sia nel testo, in apice, sia in nota. Il numero in esponente di richiamo di nota deve seguire la parola a cui fa riferimento, prima di eventuali segni di punteggiatura. In caso di virgolette e parentesi la nota va prima se si riferisce alla singola parola, dopo se si riferisce all’intera frase citata. Le note, numerate progressivamente, possono essere poste a piè di pagina, alla fine del capitolo o in conclusione al libro. Inoltre, sarebbe opportuno, utilizzarle con un certo criterio.
  • I testi per l’impaginazione vanno inviati alla casa editrice in formato .doc o .docx

Scarica qui il PDF con le nostre norme editoriali, utili per preparare correttamente il tuo manoscritto prima dell’invio.

Se hai trovato utile questa guida e sei pronto a farci conoscere il tuo progetto, ti invitiamo a visitare la nostra pagina dedicata alla pubblicazione del tuo libro per avviare la tua proposta. Saremo felici di valutare il tuo manoscritto!

Casa editrice a Bergamo
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