Il sogno del signor Tasca

Un burocrate dall'incerta figura

Autore: N.P. 62620

Genere: Narrativa

Pagine: 204

Anno: 2024

Lingua: Italiano

Edizione: I edizione

ISBN: 978-88-96006-84-9

N.P. 62620 ci narra di una persona  dalle “mani affusolate, ossute, ma inspiegabilmente morbidissime” che abita a Francoforte, in una strada “della quale sono in pochi a ricordare il nome”, e sogna passioni non condivise: crede di amare  una donna, ma la confonde con un’altra; ritiene di avere un ruolo pubblico importante, ma è in realtà considerato un folle. È molto incerto il signor Tasca: lo era, da giovane, del suo futuro e  continuerà ad esserlo  da anziano tanto da offrire, a chi  leggerà la sua immaginaria autobiografia, la possibilità di scegliere fra due finali.
Le passioni immaginarie di quest’uomo “scrupoloso e prudente”  lo porteranno perfino a conoscere un terrorista poco comune: un uomo che “parlava in un tedesco molto strano: era come la falsificazione di un falso. Poteva trattarsi di un arabo che fingeva di non saper parlar bene il tedesco, o di un tedesco che fingeva di essere un arabo che parlava tedesco, o di qualcuno che non era né arabo né tedesco e che fingeva di essere un arabo che credeva di saper parlar bene in tedesco”.

In una delle sue missioni di lavoro immaginarie, il nostro burocrate decide di scrivere la sua autobiografia dove incontra, su una terrazza a Parigi, uno strano bidello del suo vecchio liceo classico; e poi, levandosi in volo, si trova nel parco di Versailles, in carrozza, con una sua amabile prozia che aveva confuso la regina Maria Antonietta di Francia con la regina Elena sposa di Vittorio Emanuele III. Il signor Tasca sogna e intreccia il reale con l’immaginario, costellandoli di interrogativi e riflessioni su Dio “Molti dubitano della Sua esistenza; ma mi accade di avere di Dio la percezione di un bisbiglìo, una luce fioca e instabile, un soffio come di piccolo vento”, l’amicizia “un amico è quello che noi avremmo potuto essere e non siamo stati”, l’amore “Lusso di illudersi, lusso di credere vero il non vero”, la propria firma “uno scarabocchio tremolante, e non una bella firma grande, tonda, a tutta pagina, che dà soddisfazione”, l’ambiguità del nulla “al tempo stesso assenza di ogni cosa ed il contrario di qualcosa” e su innumerevoli altri argomenti  che improvvisamente affiorano alla coscienza. 

Autore N.P. 62620

N.P. 62620

L’Autore è un giovane ultra-sessantasettenne la cui cifra stilistica si può esprimere con la radice quadrata delle “Memorie di Martinus Scriblerus” di Alexander Pope: il risultato è N.P. 62620, lo pseudonimo dell’Autore.
In realtà si tratta del numero personale attribuitogli dall’organizzazione della quale l’Autore era dipendente: il numero personale di un impiegato che non intende cedere all’illusione romantica dell’autorialità.
L’hobby di N.P. 62620 è non raccogliere rose perché, come Guido Gozzano, non ama che le rose che non colse.
Il breve racconto “Il sogno del signor Tasca. Un burocrate dall’incerta figura” è un assorto, letterario vagare tra i frammenti di un’autobiografia immaginaria che si snoda e riannoda al ritmo delle letture che hanno nutrito il signor Tasca.

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