In questo articolo troverai consigli utili per scrivere correttamente le interiezioni. Spesso utilizzate nella narrativa per esprimere emozioni e stati d’animo dei personaggi, sono fondamentali per arricchire la prosa e il discorso diretto.
L’uso appropriato di queste espressioni può fare la differenza anche nella comunicazione professionale e creativa, come quella curata da un’agenzia di comunicazione a Bergamo: ogni parola va scelta con attenzione, soprattutto quando si lavora su testi destinati al web o alla promozione editoriale.
Cosa sono le interiezioni
Le interiezioni, dette anche interiezioni primarie, sono parole che esprimono emozioni o stati d’animo del parlante. Non sono collegate grammaticalmente al resto della frase e costituiscono un enunciato a sé stante.
Fanno parte della lingua italiana e sono usate, in particolare, nella scrittura di romanzi per sottolineare ed enfatizzare reazioni e stati soggettivi dei personaggi.
Spesso, però, non è immediato capire come scriverle correttamente — un aspetto che risulta importante anche nei contenuti redatti per siti web, social media e campagne pubblicitarie, come quelle sviluppate da un’agenzia pubblicità Bergamo specializzata in editoria.
Spesso, però, non è immediato capire come scriverle correttamente.
Come si scrivono le interiezioni?
Ecco le più comuni, con il loro significato e alcuni esempi.
AH
Indica una vasta gamma di emozioni, per esempio rimprovero, meraviglia, rabbia, tristezza, desiderio, soddisfazione.
Esempi: “Ah, che bella giornata!”, “Ah, se solo potessi vederti”.
AHI
Indica un dispiacere, un dolore, oppure può essere usata in senso ironico.
Esempi: “Ahi, che dolore!”, “Ahi che peccato”.
Nota bene: quando precede un pronome personale, questa interiezione si può scrivere con grafia separata (ahi me), oppure univerbata (ahimè).
BAH e MAH
Esprimono dubbio, perplessità, indifferenza, sospetto.
Esempi: “Bah, proprio non capisco”, “Mah, sarà vero?”.
BE’ e BEH
Be’ deriva da bene, con troncamento dell’ultima parte della parola, perciò si usa in frasi conclusive e che contengono un’osservazione. Beh, invece, esprime un dubbio e si usa in frasi interrogative.
Esempi: “Be’, pazienza”, “Beh, che sta succedendo?”.
Nota bene: se scrivi bè è scorretto, la grafia corretta è sempre be’.
BOH
Indica incertezza, incredulità, disprezzo, riprovazione.
Esempi: “Boh, non lo so”, “Boh, non mi convince”.
EH
Questa interiezione ha molteplici significati: può esprimere rimprovero, disapprovazione, speranza, esortazione, meraviglia.
Esempi: “Eh, speriamo!”, “Eh, non va bene così”.
EHM e UHM
Indicano incertezza, dubbio o esprimono una situazione di imbarazzo.
Esempi: “Ehm, non saprei”, “Ehm, non intendevo questo”.
OH
Simile ad eh perché esprime moltissimi sentimenti, tra cui: meraviglia, dispiacere, desiderio, tristezza, dolore, sorpresa.
Esempi: “Oh, wow, grazie per il regalo”, “Oh, no, adesso dovrò rifare tutto da capo”.
Nota bene: può essere utilizzato anche per richiamare l’attenzione. Esempi: “Oh, ci sei?”, “Oh, mi stai ascoltando?”.
Altre interiezioni comuni:
- ehi
- ohi
- neh
- pst
- puah
- sciò
- sst
Hai altri dubbi sulle forme grammaticali? Potrebbero interessarti i nostri articoli “Quei o quegli, come si scrive?” e “Si scrive Dott. o Dr.?”
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