Formati TrueType e OpenType. Qual è la differenza?

Formati TrueType e OpenType. Qual è la differenza?

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Devi sviluppare un progetto editoriale? Per la buona riuscita del tuo elaborato dovresti valutare moltissimi aspetti e una delle prime domande da porsi è: quale font utilizzare?

Dopo aver preso in considerazione tutti gli aspetti necessari per la scelta di un font (potrebbe esserti utile l’articolo “Come scegliere il font giusto per il tuo libro?“) è arrivato il momento di scaricarlo o acquistarlo se è un font protetto da licenza.

Hai notato che esiste più di un formato di carattere? Perché alcuni font hanno estensione .ttf e altri .otf? Nel primo caso si tratta di font TrueType, mentre nel secondo OpenType. Quali sono le loro caratteristiche? E in cosa si differenziano?

Scopriamolo insieme!

Formati di carattere

Per spiegare le caratteristiche e le differenze tra caratteri TrueType e OpenType è necessario fare un piccolo passo indietro e scoprire come si è arrivati a questi due formati che oggi sono i più utilizzati.

All’inizio dell’era tecnologica il font era uno solo, visualizzabile solo su monitor, bitmap e con un solo corpo disponibile. Pur rimanendo bitmap e visualizzabili solo su schermo, con l’arrivo dei primi Macintosh la scelta dei font diventa più ampia.

Successivamente nasce la tecnologia PostScript che, con l’introduzione dei font vettoriali, è destinata a rivoluzionare l’intero mondo dell’editoria e della grafica!

Innanzitutto è bene chiarire la differenza tra font bitmap e vettoriale.

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Un font bitmap ha, per ogni carattere e dimensione, un’immagine bitmap utilizzata per mostrare il carattere stesso. L’immagine descrive il carattere pixel per pixel, proprio come accade per tutte le immagini manipolate dai programmi bitmap, come ad esempio Photoshop o Paint. I font bitmap non sono scalabili, ovvero la loro risoluzione è buona solo nella loro dimensione naturale.

Un font vettoriale, invece, definisce i singoli caratteri descrivendoli attraverso formule matematiche, o per meglio dire, vettori che garantiscono la leggibilità a qualsiasi dimensione.

Fatta questa premessa, arriviamo ora ai vari formati di carattere sviluppati con l’arrivo del PostScript.

PostScript

Il PostScript è un linguaggio di programmazione sviluppato da Adobe Systems intorno al 1980, che descrive la grafica digitale in modo che le stampanti digitali possano riprodurla con la massima qualità possibile.

Il formato PostScript è un formato vettoriale e permette, per la prima volta, di descrivere in modo più preciso e meglio scalabile un font, un riempimento o un’immagine ad una stampante PostScript in grado di comprenderlo e trasferirlo su carta.

Type 1

Il formato Type 1 è un formato vettoriale di font basato sulla tecnologia PostScript, rivolto inizialmente alla sola stampa. Risale al 1984 e, per più di un decennio, Type 1 è stato il formato preferito dall’editoria e dalle arti grafiche.

Questo formato utilizza curve di Bezier cubiche ed è ottimo per i suoi glifi scalabili e di alta qualità, ha bisogno di poca memoria e funziona velocemente. Il Type 1 necessita di due file separati per la sua installazione e dispone di diverse versioni per uso digitale e cartaceo. I caratteri di Type 1 non sono multipiattaforma, necessitano quindi di file separati per Mac e Windows.

Curve di Bezier: dal nome del suo fondatore francese Pierre Bézier, sono linee grafiche vettoriali che vengono utilizzate per gestire e modificare le curve. Sono modificate in maniera intuitiva tramite dei punti e senza perdere qualità. Esistono curve di Bézier di tipo quadratico e cubico. Tutti i programmi vettoriali usano una di queste due tipologie.

TrueType (.ttf)

TrueType è un formato di carattere vettoriale sviluppato da Apple e Microsoft alla fine degli anni ’80 come concorrente di Adobe Type 1. Il loro scopo era creare un formato che potesse essere multipiattaforma.

I caratteri TrueType utilizzano curve di Bezier quadratiche che sono matematicamente più semplici e veloci da elaborare rispetto a quelle cubiche, ma richiedono più punti per essere descritte. È stato a lungo il formato più comune per i caratteri sui sistemi operativi Mac e Windows e necessitano di un unico file per l’installazione, rendendolo di fatto meno complicata rispetto a Type 1.

I caratteri TrueType sono chiaramente leggibili in qualsiasi dimensione, per questo motivo sono perfetti sia per la visualizzazione sullo schermo che per la stampa.

OpenType (.otf)

Il formato OpenType è un formato vettoriale, sviluppato nel 1994 congiuntamente da Adobe e Microsoft, con l’obiettivo di combinare i 2 formati che hanno dominato il mondo dell’editoria nel decennio precedente: TrueType e Type 1.

I due colossi miravano a creare un formato di carattere che potesse essere utilizzato non solo su tutte le piattaforme ma che, basandosi sullo standard Unicode, potesse supportare tutti i sistemi di scrittura, in tutto il mondo. Questo formato, inoltre, ha la capacità di supportare un ampio set di caratteri, inclusi caratteri speciali, lettere, cifre e glifi con caratteristiche tipografiche estese.

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Caratteristiche del formato OpenType:

  • codifica dei caratteri Unicode: supporta qualsiasi lingua
  • può contenere più di 65.000 caratteri
  • funzionalità tipografiche avanzate: sostituzioni automatiche delle legature, maiuscoletti, crenature ed altre caratteristiche
  • caratteri multipiattaforma, che possono essere utilizzati senza modifiche su sistemi Mac OS, Microsoft Windows e Unix/Linux

Quale formato scegliere?

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Premesso che quasi tutte le applicazioni moderne sono in grado di funzionare indistintamente con formati .ttf e .otf, la principale differenza tra i due formati sta nelle loro funzionalità.

Gli OpenType supportano i caratteri extra. Questo spazio aggiuntivo offre ai progettisti la libertà di includere componenti ulteriori come maiuscoletto, figure vecchio stile, caratteri alternativi e altri elementi che permettono di poter personalizzare e creare più alternative nei loro progetti e che in precedenza dovevano essere inseriti come caratteri separati. I caratteri TrueType, invece, sono molto più facili da creare e sono ancora molto popolari. Questo perché non tutti i tipi di font si prestano ad avere molteplici alternative o segni speciali.

Quindi: se desideri un font che stampi bene e sia leggibile sullo schermo il TrueType è più che sufficiente. Se invece hai bisogno di un set di caratteri che supporti molte lingue e abbia numerose varianti, è meglio optare per l’OpenType.

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