Augusto Abbate

Autore Augusto Abbate

Augusto Abbate è stato Ufficiale della Marina Mercantile e poi della Marina Militare, navigando tra Mediterraneo e Atlantico. Per trentacinque anni ha guidato un’azienda di software industriale, senza mai rinunciare alla sua passione per la vela.
Oggi è in pensione attiva e ricopre il ruolo di responsabile della Scuola Nautica dell’Assonautica di Ancona, dove insegna teoria della navigazione e carteggio.

Nonno di otto nipoti, ha sempre avuto un legame profondo con la scrittura. Inventare, raccontare e immaginare storie sono stati per lui compagni fedeli, discreti e pazienti. È solo nella terza età – quella delle riflessioni pacate e delle libertà – che ha trovato il tempo per trasferirle sulla carta.
Così è nata Emma, la prima di una trilogia; Jalina è la seconda. Nennella, invece, è ancora un progetto in cantiere.

Per Abbate, scrivere significa vivere altre vite, immaginare personaggi, muoverli a piacimento, decidere per loro successi e sconfitte. Ma, come spesso accade, sono proprio quei personaggi che, una volta nati, iniziano a prendere forma propria, stringendo e costringendo la libertà della penna. Scrivere, per lui, è un modo autentico e appagante di spendere il proprio tempo.

Pubblicazioni

Storia di migranti che tali non avrebbero voluto essere; storia di tragedie e di affetti nati, persi e ritrovati. Storia di vite violentate dal destino ma difese e sorrette da una testarda tenacia.
Jalina e Hasani, su consiglio di nonno Tumaini, aspettano il momento propizio per lasciare l’Etiopia, salire su un aereo e partire per Roma.
Come i bambini con lo sguardo rivolto verso l’alto, mentre cercano di ricondurre a una forma familiare la conformazione delle nuvole, i due fratelli per anni immaginano che il mare sia un grande lago senza confini e che l’Italia sia una vasta oasi in cui coltivare la speranza e il desiderio di una vita e un futuro migliore.

Cambia però il vento e, improvvisamente, l’aereo enorme, frutto della loro fantasia e delle loro speranze, si tramuterà in una carovana che attraverserà i deserti di Sudan e Libia e che li farà giungere sulle sponde del Mediterraneo. Poi, su una piccola barca che beccheggia in un mare e un cielo increspati, partiranno come migranti, per il grande balzo sul deserto liquido, per giungere, seppur illegalmente, alla loro meta.
Prima di arrivare a Lampedusa, però, non la violenza della natura ma l’umana malvagità cambierà per sempre il loro destino.
I due fratelli si perderanno…

Le continue transizioni temporali tra passato e presente movimentano la trama, sì da stimolare nel lettore la curiosità di ricostruire lo scarto esistente tra realtà e immaginazione.
Considerate le circostanze che costringono Jalina e Hasani a partire, nella prima parte della narrazione (ma per certi versi anche nella seconda) la lettura, sostenendo e dosando la tensione e creando momenti di discreta intensità, insinua la sensazione che prima o poi debba verificarsi un evento drammatico…

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